EDIZIONE - 2004
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   Convegno Nazionale di FEDERMOBILI
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Convegno Nazionale di FEDERMOBILI

Siamo a Verona. La cornice è quella di Abitare il Tempo, edizione 2004: un contesto perfetto per mettere sul tavolo l’annosa questione del rapporto tra fornitore e rivenditore. È accaduto in occasione del Convegno Nazionale organizzato da Federmobili e Assarredo/Federlegno Arredo, con il contributo di Agos Itafinco, dal titolo “Contratto Tipo Fornitore-Rivenditore”, svoltosi lo scorso 20 settembre.

Il Convegno, occasione di confronto

Il benvenuto, ovviamente, è stato dato da Carlo Amadori che ha colto l’occasione per sottolineare come Abitare il Tempo, giunta alla sua 19a edizione, rappresenti la compagine ottimale per dare voce ai vari protagonisti della filiera del mobile e dell’arredo di qualità. E Abitare il Tempo, in effetti, dimostra come la presenza di espositori selezionati risulti essere scelta vincente. La fiera è in forte espansione, numerosi sono gli espositori e visitatori stranieri, grande la risonanza sui media anche grazie a una forte propensione culturale della direzione fieristica, come dimostrano le numerose mostre. “Se cresce Abitare il Tempo, significa che esistono opportunità per andare avanti superando la crisi congiunturale in cui si dibatte da tempo il settore del mobile”, con queste parole ha introdotto il convegno Enrico Pirovano – Presidente di Federmobili. “Il tempo è propizio per impostare le regole della filiera del mobile, introducendo valori e comportamenti eticamente e commercialmente condivisi. Ritengo sia l’unico strumento per contrastare la globalizzazione che tutto uniforma e poco tutela. Specie il consumatore” sottolinea Pirovano. Gli fa eco Paolo Boffi – Presidente Assarredo – che ribadisce la volontà di costruire un rapporto di stretta collaborazione tra mondo produttivo e distribuzione: “È il momento di affrontare con serenità la sfida dei mercati e della concorrenza più agguerrita e aggressiva. La definizione di un contratto tipo pone finalmente le basi di un nuovo modo di relazionarsi della produzione con la distribuzione e viceversa. Tentativi, in passato, ne sono stati fatti ma sono rimasti sulla carta. Credo che questo comune progetto di Federmobili e Assarredo dia finalmente il via a una necessità per troppo tempo elusa”. In parole povere, per competere è d’obbligo la trasparenza. Cominciando dalla vecchia questione della scheda prodotto, obbligatoria per legge, e spina nel fianco della distribuzione. “Troppo spesso i fornitori non allegano ai prodotti che vanno al rivenditore, questo semplice, fondamentale documento. Una mancanza grave che ostacola il lavoro di chi quotidianamente è a contatto con i consumatori. Con la proposta elaborata da Federmobili e Assarredo si pongono precisi paletti, anche e non solo, intorno a questo tema” commenta Paolo Boffi. Una parentesi doverosa è stata introdotta da Paola Guidi, giornalista de Il Sole24Ore, che ha coordinato i lavori del Convegno: “Un’iniezione di ottimismo è necessaria. E per esperienza professionale credo di poter sostenere senza timore di essere smentita che tra i rapporti intercorsi nei vari ambiti merceologici tra trade e industria, quello che è in discussione oggi è sicuramente uno dei casi più interessanti e più ampi in termini di rapporti in gioco e di attori coinvolti. Tuttavia all’ottimismo espresso da Paolo Boffi, fa da controcanto un certo pessimismo legato alla crisi congiunturale in corso. Discutere è fondamentale ma è ora di procedere nel concreto: la globalizzazione sta abbattendo confini e frontiere. Si aprono per tutti gli attori della filiera grandi opportunità e la trasparenza diventa la chiave di volta per ottenere quei margini che consentono a tutti di investire e prosperare. Qualità dei prodotti certificata, competenza, servizi mirati al consumatore per alzare la competitività: solo la convergenza degli intenti può mettere in essere il riscatto economico dell’intera filiera”.

Gli aspetti tecnici introdotti nella bozza di contratto tipo tra fornitore-rivenditore

Si è quindi passati alle relazioni di Paolo Giuggioli – Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano e membro della commissione Contratti tipo CCIA di Milano, e di Paolo Marzolini della Camera Arbitrale di Milano. Senza entrare nel dettaglio delle relazioni, di cui si darà ampio resoconto nei prossimi numeri di Federmobili, si rilevano solo alcuni aspetti salienti. In prima battuta la bozza di contratto è divisa in due parti distinte: da una parte la normativa di vendita costituita da un accordo base che ha per oggetto la disciplina dei rapporti di fornitura tra le parti; dall’altra il contratto di distribuzione che stabilisce le clausole di distribuzione attraverso cui le parti concordano di disciplinare i reciproci rapporti commerciali. Lo scopo è pervenire a un modello contrattuale che garantisca la trasparenza e il bilanciamento delle contrapposte esigenze dei contraenti. In questo senso il coinvolgimento della Camera di Commercio, quale camera di compensazione dei rapporti economici e sede autorevole di concertazione tra le parti, è certamente una scelta obbligata e super partes. Aspetto quest’ultimo importantissimo, soprattutto quando insorgono controversie: l’intento perseguito è la riduzione dei contenziosi a favore di risoluzioni mediate. Con vantaggi concreti sui tempi di soluzione legale e sui costi. Sul tema dei contenziosi l’intervento di Marzolini è stato illuminante, rivelando quanto importante sia il servizio di conciliazione a fronte dell’insorgere di liti commerciali tra i soggetti e motivo del suo inserimento nello schema contrattuale. Le parti, in presenza del conciliatore, pongono le basi del confronto e le condizioni per giungere a una soluzione positiva del conflitto. Il tutto svolto di fronte a un’istituzione – la Camera di Commercio – che ha il compito di facilitare la soluzione delle controversie in materia commerciale. Una garanzia in più per non dover ricorrere alla giustizia ordinaria. E se la conciliazione non è sufficiente si può passare all’arbitrato, come contemplato nello schema contrattuale in alternativa al ricorso, se necessario, alla giustizia ordinaria.

Il Forum

La seconda parte del Convegno ha avuto il suo momento più vivace con il Forum che ha visto coinvolti nella discussione gli imprenditori del settore. A più riprese si sono avvicendati gli interlocutori. Giuseppe Bruno, distributore, intervenuto in qualità di presidente del gruppo Arredanet, ha dichiarato quanto l’opportunità di partecipare al gruppo di lavoro – che ha portato alla definizione della bozza di contratto – abbia costituito momento di confronto importante con il mondo produttivo, alla luce degli obblighi legali che condizionano il comportamento dei commercianti nei confronti dei consumatori, cui devono garantire una serie di certezze all’atto della vendita. Tali certezze obbligano rivenditori e produttori – ma soprattutto i rivenditori – ad assicurare che il prodotto, e di conseguenza la possibilità di vendita, sia conforme ai dettati della legge. In parole semplici, si richiede trasparenza disciplinando “questioni” che inevitabilmente ricadrebbero sul solo rivenditore, interlocutore chiave con il consumatore. Gli interventi seguiti dei rappresentanti dell’industria come Alessandro Calligaris (Calligaris), Ivano Dri (Snaidero) e Paolo Bianco (BPA International, hanno posto in evidenza come esista una volontà concreta di collaborazione tra le parti e come le rispettive aziende applichino da tempo molta parte delle “regole” previste dalla bozza di contratto stilata da Federmobili e Assarredo. Soliti i nodi scottanti: chiarezza dei listini; completezza delle schede prodotto; precisione delle consegne, eccetera... Il problema, tuttavia, dal punto di vista dei rivenditori non è poi così risolto. Lo ha evidenziato Marco Galbiati (Galbiati F.lli), memore dei rapporti poco sereni tra industria e distribuzione: “Certamente la definizione della bozza di contratto è un traguardo importantissimo per la filiera e, probabilmente, occasione
per rilanciare il lavoro di molti rivenditori seri del mercato, oltre a essere opportunità di riorientare i consumi verso prodotti d’arredo, sottraendo investimenti familiari rivolti all’irrinunciabile auto”. Gli fa eco Mauro Mamoli (Nuova Belgo): “Anch’io ribadisco la validità del tavolo di lavoro e gli sforzi che si sono profusi per giungere a questa bozza di contratto tipo. Sicuramente bisogna entrare nel merito di ogni singola voce che compone questo contratto, sicuramente ci sono – e lo sottolineo – voci scomode per i produttori, alle quali comunque non possono sottrarsi. Si parla di penali, di consegne ritardate o differite... D’altronde anche i rivenditori devono ottemperare a voci scomode nel rapporto che quotidianamente hanno con il consumatore, giustamente tutelato dalla legge. La bozza di contratto offre vere opportunità per la produzione e per la distribuzione; resta fondamentale la trasparenza dei rapporti, rapporti che toccano anche aspetti più strettamente strategici, commerciali e logistici della distribuzione”.

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