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Design e Territorio
Nuove strategie CONTRACT per il furnishing design
ad ABITARE IL TEMPO


IL nuovo sforzo di Abitare il Tempo verso il settore Contract, che prende forma nella mostra-evento "Linking People" per la stagione 2007, intende proporsi come un primo momento di riflessione operativa per affrontare il tema del Contract in senso più ampio, esteso alle nuove espressioni del mercato immobiliare del made in Italy che stanno sviluppandosi sul territorio secondo diverse modalità imprenditoriali e molteplici soluzioni progettuali, declinate di luogo in luogo, rispondendo a domande specifiche e inventando nuove tipologie abitative, terziarie e turistiche.

Linking People, dunque, con le sue dieci prestigiose e coinvolgenti installazioni, firmate da brillanti architetti, nonché da un'area espositiva a disposizione di aziende leader del settore, vuole rappresentare una vera e propria dichiarazione di intenti per originare un attivo osservatorio sulle presenti e future opere legate alla dimensione contract nell'interno del quale scoprire nuovi stimoli per il metropolitano intelligente fare.
Finiti gli anni delle 'quantità', anche il mercato immobiliare risponde a valori legati sempre più a fattori di 'qualità', secondo vari livelli che dal progetto urbanistico alla scala architettonica si estendono sino alla definizione degli interni, con scelta degli arredi e delle finiture, oltre che dei servizi (domotica, cablaggi ottici), in una filosofia progettuale di tipo 'globale'.

Si tratta di una fenomenologia diffusa ad esempio negli spazi di lavoro e di uso collettivo della nuova generazione dove, abbandonati luoghi comuni e stereotipi spaziali, il luogo del terziario e dell'incontro da semplice lay-out funzionale e distributivo si trasforma in vera e propria 'risorsa aziendale', in cui il fattore dell'efficienza sembra essere sorpassato da quello dell'efficacia, intesa come la capacità di fornire prestazioni 'a valore aggiunto' distribuite e mirate nel tempo, misurabili con nuove categorie di analisi e con parametri diversi da quelli del passato. Si tratta di dimensioni progettuali pensate sempre più anche come 'specchio tridimensionale' e sensoriale delle diverse filosofie aziendali, più che semplicemente legate al vetusto fattore della 'rappresentanza'.

Tale processo che investe anche il mercato dell'edilizia residenziale e delle nuove strutture ricettive per un turismo di qualità. Non solo in Italia, appare in espansione il fenomeno del condominio 'griffato', sia dalla firma del progettista, sia dalla studiata scelta degli arredi possibili chiamati a completare l'immagine di un appartamento 'chiavi in mano'. A Milano, nell'iniziativa "Milano Santa Giulia", a cura del Gruppo Risanamento Spa, sono stati già prenotati appartamenti firmati da Norman Foster e arredati di tutto punto, secondo un'attenta regia, con l'impiego dei migliori marchi del furniture design made in Italy. Sempre nella capitale lombarda il Gruppo Hines, nel quartiere Isola che sarà completamente ridisegnato, sta per immettere sul mercato le 'torri verdi', condomini di 30 piani pensati come 'giardini in verticale' da Boeri Studio; alla Bicocca, Pirelli RE ha avviato il progetto di valorizzazione del SEDICI, ex capannone industriale che agli inizi del Novecento ospitava alcune attività produttive del Gruppo Ansaldo. Un progetto quest'ultimo che, come in altri casi di gran parte delle città italiane, affronta il tema del riuso del manufatto urbano confrontandosi con la storia del territorio, per convertire strutture in disuso in nuove tipologie abitative urbane.

Oltre a ricerche tipologiche sulle nuove residenze urbane del nuovo millennio, il progetto di architettura tende, in una nuova idea di 'prodotto architettonico residenziale', ad estendersi necessariamente alla definizione completa degli interni, non più lasciati vuoti a disposizione delle velleità arredative dell'utente, o delle soluzioni dell'architetto di sua scelta, ma 'griffati' dallo stesso autore dell'edificio.
Se poi la 'griffe', come nel caso di "Santa Giulia" o dei prossimi edifici e grattacieli firmati da Libeskind, Hadid e Isozaki per la ex Fiera di Milano, è associata ad un archistar internazionale o a un designer affermato, il valore del manufatto architettonico e dei suoi interni acquista necessariamente un plusvalore strategico e di tipo esclusivo.

Tale fenomeno si estende anche alle nuove strutture ricettive, non solo nella serie sempre più corposa degli hotel di design, oggetto del primo appuntamento sulla nuova idea di Contract proposto da Abitare il Tempo, ma anche nei resort di nuova generazione, come il "is molas" nei pressi di Cagliari, studiato da Massimiliano Fuksas e di prossima apertura.

Il prodotto architettonico 'chiavi in mano', caratterizzato dalla qualità del made in Italy, si diffonde anche all'estero: dagli Stati Uniti ai Paesi degli Emirati, per spingersi con più difficoltà sino alla Cina, è un fenomeno in crescita in cui il Contract può inserirsi in modo più 'strutturato' e non solo legato alle singole opportunità create dai progettisti.

Abitare il Tempo si propone, seguendo la formula della fortunata e rilevante sezione "Genius Loci" (applicata nelle edizioni passate alle realtà del prodotto artigianale distribuite sul territorio), di tradurre quella ricerca nel campo del 'mercato architettonico', indagando sia realtà specifiche e locali di iniziativa privata e di tipo 'familiare', sia il più organizzato mondo del Real Estate, cogliendo e documentando sempre la qualità e l'eccellenza del 'progetto edilizio' made in Italy del nuovo millennio.

Questo mercato di 'nuovi prodotti abitabili' in significativa crescita qualitativa, incontrandosi con una rinnovata idea di Contract, e strategica, può creare opportunità importanti e significative sinergie per l'industria del furnishing design italiano e dell'interior design in senso lato.



A cura di Carlo Amadori e Simone Micheli

Autori invitati

Lorenzo Bellini, Gianfranco Bestetti, Aldo Cibic, Giugiaro Architettura, Francesco Lucchese, Simone Micheli con Beniamino Cristofani e Salvatore Re, Ettore Mocchetti, Pierandrei Associati, Luca Scacchetti.


IL mondo dell'architettura alberghiera, dell'architettura per la collettività, ha sempre preferito, salvo rari ed eccellenti esempi, la dimensione dell'emulazione e della mimesi, del banale e del conosciuto per la connotazione della propria dimensione ospitale.
Ha sempre preferito la strada del ricordo, dello stereotipo a quella della sperimentazione, della scoperta, della sorpresa, della nuova emozione, del sogno.
Il timore reverenziale nei confronti del fruttuoso trascorso temporale legato all'immagine dei Grand Hotel che furono, la paura dell'allontanamento dallo stereotipo visivo e funzionale, il sospetto per l'ignoto formale e contenutistico, la falsa consapevolezza che le immagini conosciute siano più rassicuranti, ha portato l'Hotel ad una progressiva cristallizzazione del proprio tipo propositivo, ad una vera e propria catarsi.
Oggi gli albergatori che amano definirsi evoluti, stanno compiendo timidi tentativi di ringiovanimento estetico e contenutistico delle proprie strutture utilizzando formule espressive che seguono più o meno codici comunicativi omogenei legati all'utilizzo di qualche oggetto di design o meno, e di banalizzanti espedienti scenotecnici.
Generalizzando, però, sembra che la storia non sia cambiata!
La caccia allo stereotipo, la spasmodica ricerca di modelli rassicuranti, anti emergenti sta dominando lo scenario internazionale.
Insomma, sia gli alberghi cosiddetti moderni o cosiddetti classici si presentano agli occhi del passivo utilizzatore segnati da omologanti format visivi simili gli uni a gli altri, connotati da un vocabolario materico, segnico e formale assonante.
Grazie al cielo esistono straordinarie eccezioni, connesse al mondo dell'unicità, dell'eccellenza, della meraviglia, dello stupore che dovrebbero essere prese ad esempio da tutti i metropolitani imprenditori connessi a questa dimensione progettuale ed operativa desiderosi di girare pagina! Non è possibile compiere, infatti, questo "futurista" gesto, se non aborrendo parole come stereotipo, mimesi, assonanza, e tuffandosi con inconscia attenzione nell'acqua dell'invenzione, della contaminazione, della metafora, del surreale.
Per fare questo, oggi, in pieno metropolitanesimo, è necessario creare opere! Le nuove verità espressive connesse al mondo del primordio e del futuribile dovranno rappresentare il cuore pulsante del rinnovato fare in architettura per l'Hotel, ma non solo!
Da queste riflessioni è nata l'idea di realizzare una nuova sezione espositiva in seno ad Abitare il Tempo capace di divenire un vero e proprio manifesto d'architettura, una forte ed emozionante dichiarazione d'intenti con la basica volontà di gridare: La futura architettura contract chiede opere con una rinnovata valenza etica ed estetica.
Parametricità storiche o contemporanee potranno e dovranno coesistere, fondersi, contrapporsi mediante storie fatte di verità antimimetica per generare nuove dimensioni possibili piene di bellezza, di straordinarietà.
Kant affermava che nel momento in cui il nostro sguardo si posa su un "oggetto bello" il nostro animo non può che compiacersi, non può che riconoscere la bellezza e, dunque, sentirsi "pieno". Questo pensiero risulta essere alla base della concezione degli spazi collettivi come opere d'arte che possono essere tali a prescindere dai riferimenti linguistici ed espressivi.
Ciò che rende questi luoghi ospitali vere e proprie opere è la capacità di suscitare primitive emozioni, destabilizzanti turbamenti sensoriali, sensuali trasporti concettuali più o meno coscienti.
Il "manifesto" sottoscritto idealmente dagli architetti coinvolti nella nascente iniziativa espositiva grida a gran voce che è necessario costruire opere tridimensionali intrise di verità per proseguire il cammino verso un "archico" futuro pensato per valorizzare e qualificare la vita dell'uomo, prescindendo dalle aggettivazioni di linguaggio.
La performance definita dagli autori invitati, caratterizzata da installazioni raffiguranti spaccati tridimensionali legati al mondo dell'ospitalità, ognuna di 200 mq, avrà profumi classici e super contemporanei che attraverso le loro meravigliose desiderate opposizioni, permetteranno al visitatore di percepire lo stato dell'arte connesso alla dimensione dell'eccellenza, di questo mondo progettuale ed imprenditoriale.

Accanto alle installazioni è prevista un'area espositiva rappresentata da aziende leader con marcate specificità contract.


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